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giovedì, 11 marzo 2010

Romanello Andrea

La mostra nasce dall’analisi e dalla riflessione di alcuni provvedimenti legislativi dell’attuale governo italiano.
A dispetto di ciò che potrebbe apparire, essa è “apartitica”. Non vuole, cioè, costituire un attacco ad una matrice politica, bensì offrirsi come strumento di attenzione su alcune leggi ed argomenti, analizzando le motivazioni che le hanno prodotte, nonché le conseguenze che esse portano con sé.
L’indagine vuol far riflettere in maniera “diversa” attraverso il linguaggio dell’arte e della pittura.
L’obiettivo è riparare al troppo frequente disinteresse e alla disinformazione nei quali versa buon parte della popolazione italiana.
L’azione degli artisti d’oggi è troppo spesso legata ad una valenza esclusivamente estetica e ad un mondo dell’arte che sovente è autoreferenziale agli eccessi. Con questa proposta tento di cambiare questo stato di cose.
Lo stesso Pablo Picasso nei suoi Scritti ci ricorda che “la pittura non è fatta per decorare appartamenti [e come] ..l’artista non è un imbecille che ha solo gli occhi se è un pittore [ma come] ..egli sia anche un uomo politico” (Pablo Picasso, Scritti, SE Editore, Milano 1998, p. 52).
Ho scelto uno dei linguaggi tradizionali dell’arte: la pittura figurativa.
La mia pittura è un mix tra classico e moderno, riprendendo artisti del Rinascimento Maturo per arrivare ad altri più moderni come Helene Schjerfbeck o Francis Bacon, ma anche contemporanei come Jenny Saville. Dal punto di vista formale, la scelta del bianco e nero vuole ricalcare la velocità e immediatezza della cronaca, ma nello stesso tempo rispecchia l’esigenza di non “abbellire” col colore gli argomenti trattati.
I “tagli” hanno valenze molteplici: possono rappresentare l’attacco ai vari personaggi-icona dell’attuale politica nazionale, ma sono anche il tentativo di smontare delle personalità pubbliche per cercare di “umanizzarle”, facendole tornare allo stato di persone. Dunque la mia è una riflessione, attraverso lo strumento della pittura, sulla fragilità dei personaggi pubblici sottratti (forse) per un momento alla loro “maschera teatrale”.
L’operazione si distingue in due fasi:
- dei dipinti  gurativi che mirano a produrre una oggettivazione “piena” delle varie tematiche trattate;
- dei disegni più liberi che puntano ad una sintesi maggiormente ”aperta”.
La fonte d’ispirazione di partenza, per il lavoro d’indagine politica e per la realizzazione della mostra, è stata Enzo Biagi e il suo libro “Quello che non si doveva dire”.

Andrea Romanello

Andrea Romanello nasce a Cles (TN) il 20 luglio 1975, si è laureato in Pittura all'Accademia di Belle Arti di "Brera" di Milano nel 2008 e vive e lavora tra Milano e Bocenago (TN).

Mostra "Quello che non si deve dire"

1 Febbraio 2009 - 19 Febbario 2009
tutti i giorni dalle 18.00 alle 22.00, ingresso libero
Madonna di Campiglio, Chalet laghetto

Inaugurazione

Sabato 31 gennaio 2009
ore 17.00
Madonna di Campiglio, Chalet laghetto (Via Monte Spinale, 14)

Locandina, Invito, Presentazione, Galleria Foto Inaugurazione, Foto Inaugurazione (Download)

Informazioni

andrea-romanello@libero.it

 +39 340 2339015 

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